Giovedì, 27 Maggio 2010 11:19

FOTOGRAFIA V_ Dal palcoscenico a New York

Scritto da Rossana Calbi
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have_a_NYC_TYPE-06Solo due fotografi in concorso per la quinta serata del MArteLive edizione 2010, che ospita, a Roma, le prime selezioni.

Maurizio Merisi, fotografo abruzzese, presenta il suo lavoro dedicato al mondo della musica, On stage. Color seppia per “sentire” le note di un concerto jazz, o la melodia di una composizione classica. Come se degli scatti potessero riportarci un suono, come se un movimento fermo nel tempo potesse farci sentire un vibrato.
Un fotografo ha in sé l’idea stessa del ricordo, i sui scatti sono l’essenza della malinconia. Mentre una persona normale vive il momento, il fotografo supera quello stesso momento senza viverlo totalmente, il suo compito è quello di preservare, conservare quello che gli altri vivono. Così il lavoro di Merisi, dedicato alla musica, è un omaggio a delle sensazioni vissute in parte per la scelta stessa di regalarle ad altri. Quelle corde di chitarra le possiamo immaginare, come possiamo fermarci su un palcoscenico mai visto e aspettare di ritrovare quell’espressione. Una dedica al mondo dell’arte, alla passione che si ha nel fare qualcosa che emoziona, un ricordo in colori semplici.
Con Merisi immaginiamo l’arte scenica, la cerchiamo nelle altre sale del MArteLive per, poi, ritornare nella sala rossa e trovare in ricordi altrui qualcosa che sappiamo riconoscere o possiamo immaginare. Come accade in un viaggio. Ognuno di noi di un luogo, di un momento lontano dalla routine, riporta momenti  differenti. Ognuno vive una situazione secondo le proprie aspettative e conserva, di questa, delusioni e arricchimenti. Cerchiamo in un posto quello che ci assomiglia e veniamo colpiti da quello che ci è troppo distante. Così il racconto di un viaggio è sempre diverso.

Have a NYC TYPE! è una raccolta di scritte che raccontano una città, nessuna segnaletica o pubblicità, neanche dei veri graffiti, Valentina Marella racconta la New York che ha vissuto con il linguaggio che conosce: i caratteri tipografici. Come grafica ha cercato i segni che sa maneggiare, ha fotografo i font, si è soffermata sui messaggi. “Thanks New York for your inspiration”, leggiamo in un suo scatto. “A New York l’arte ci sta, esiste, si può vivere di arte. Lì ci puoi credere”, Marella è un’entusiasta, ha gli occhi vivaci come i suoi scatti.
“A New York i ragazzi se ne fregano e rischiano. Lì si è indifferenti alle difficoltà, lì l’arte è in grande formato. Da Macy’s (il megastore, n.d.r) c’è un super stencil che prende un’intera parete alta dodici piani”. Ma, quell’arte è riservata a chi vive New York, “Una foto per un dollaro. Si dice. Non ho fotografato gli artisti, lì si fermano e ti chiedono un contributo, ed è giusto.” Allora, la fotografa ha alitato sul suo obiettivo ed ha fotografato i messaggi che la città lancia continuamente. Ha cercato una luce particolare, aspettandola per ore e ha conservato la notte e l’alba di New York.  Ha riconosciuto i caratteri e si è fatta spiegare il senso di un luogo da delle scritte, su queste ha costruito, i suoi ricordi. Marella corre con le parole come con i pensieri. “Roma è diversa, non è più reattiva, non la sento più viva. Negli scorci magici di questa città in luoghi come Trastevere, che è una porzione di tempo, i ragazzi non riescono a crederci più”.
La città del ricordo e quella del presente, Marella sembra riservare la velocità alle immagini viste  e la nostalgia al suo presente, ma è la fotografia stessa a diventare ricordo a trasformarsi in passato nelle sue stesse intenzioni. È, per antonomasia, il fotografo a non poter che essere legato al passato, per questo tutto di questa ragazza coincide, il piglio veloce della ricerca e la lentezza della sua città, Roma, che porta dentro quando attende per scattare e creare a suo modo un’immagine. Passato e presente si rincorrono nelle foto, le immagini di un passato amato che nel presente diventano ricordi cristallizzati, creati apposta per soddisfare il nostro immaginario. La fotografia, in fondo, nasce per questo: conservare.

Rossana Calbi

Letto 5528 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Maggio 2010 00:09

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