Giovedì, 20 Maggio 2010 10:54

FOTOGRAFIA IV_ La magia del palcoscenico

Scritto da Rossana Calbi
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1Lo spettacolo che fotografa lo spettacolo. Al MArteLive le foto della quarta serata sono un omaggio al mondo dell’arte scenica. Nessuna realtà da osservare e spiegare per Lorenzo Mastroianni, Ana Radovanović, Alessandro Signorini, le loro sono immagini create per rendere grazie alla bellezza e all’armonia, per questo motivo sono tutte donne le protagoniste degli scatti di questa serata.

Tutte danzatrici bloccate nel tempo da una macchina fotografica.
In una serata dedicata alla grazia femminile, l’unico sguardo di donna è quello di Ana Radovanović. Le sue modelle sono colorate ed eccessivamente truccate, i loro volti si confondono nel colore. La fotografa serba spiega che ha volutamente: “costruito l’immagine per far uscire il carattere delle persone”. Sorride e aggiunge che il gioco della creazione del set fotografico l’ha divertita e, pur avendo “maltrattato le modelle”, immaginarle diverse da quelle che sono, per far uscire la loro identità, è stata un’esperienza artistica esaltante. Musicista, cantante, laureanda in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, la Radanović non ha ancora deciso cosa fare delle sua vita e nel frattempo sperimenta e pensa ad un futuro in cui mischiare ogni sua nuova esperienza. Per questo Le maschere che svelano sono una ricerca dell’autrice dei desideri e delle aspettative che attanagliano lo spirito femminile preso da mille contraddizioni. Una maschera o un trucco in più può servire a nascondersi a se stessi e agli altri, ma poi c’è sempre qualcosa che riesce a trovare il bandolo della matassa, e a far uscire la realtà dei desideri inespressi. La Radanović ha usato l’obiettivo, il blu, l’arancio, una parrucca bianca e ha acceso i corpi con dei fari da giardino, per dar vita a delle nuove creature fotografiche.

Ispiranti e ispirate queste donne diventano delle muse per l’artista che le immortala. Così è l’Adele di Alessandro Signorini, giovane fotografo che presenta un progetto svolto per intero in analogico. Nella sua Camera Oscura, Signorini crea una sua sceneggiatura, la sua musa, Adele, volteggia in un ricordo, è ispirazione e tormento, è la storia di un passaggio temporale e della ricerca di un’ispirazione perduta. Le foto presentate sono frame di un progetto più ampio di cui Signorini è sceneggiatore, un video a colori in cui si racconta la storia di “un fotografo condannato al suo passato”. Signorini rielabora i ricordi in un luogo dell’immaginario, la camera oscura, che dà il titolo al suo progetto fotografico, è “il punto di contatto tra il pensiero e la realtà che circonda il fotografo”. In questo luogo dell’anima e della mente, il fotografo riesce a scoprire la sua precisione e ad imparare dai sui sbagli, da solo con il suo passato, alla ricerca delle immagini che ha vissuto. La sua donna è vagante, vestita di bianco sembra un’anima in pena e allo stesso tempo invitante, illogica come in un noir, bloccata in un ricordo e immobilizzante nello stesso momento. Una donna che può essere ispirazione e ricerca, poco reale, forse, ma poetica.

Di pura poesia sono fatta le ballerine di Lorenzo Mastroianni. Le sue foto surrealiste, ricercate e Lorenzo_Mastroianni2piene di richiami sono scene di un altro mondo, quello della pura fantasia. Mastroianni è ossessionato dalle ballerine, le reinventa, le ricerca nelle donne comuni e in ogni sua foto c’è la grazia della danza, la tristezza della decadenza e una parossistica ricerca dei particolari. La luce, le sovrapposizioni, le stesse pose delle protagoniste, come anche le scenografie sono curate nei minimi particolari, ogni atteggiamento, colore e dettaglio è un richiamo ad un ricordo cinematografico o pittorico. Mastroianni rielabora i suoi stessi pensieri e con questi crea materia nuova.
Nasco come reporter, ma ho sentito presto una pressione che mi diceva che quello che vedevo non era reale”. Dopo primo approccio al reportage, con il supporto di un master di fotogiornalismo, Mastroianni decide di interpretare le sue visioni, reindirizza tutti i suoi sforzi per creare delle immagini, oltre alla dichiarata ispirazione a Chaplin e al film Luci della ribalta, e l’omaggio alla disperazione di Terry (Claire Bloom), la ballerina amata e salvata da Calvero, (Chaplin) che la ama al punto di perdersi nella sua vita.
CLAIRE NOISE(grotesque photography)
è il sogno di Calvero, il pagliaccio malinconico e triste che riesce a vedere la magia nella grazia disperata di un piede che si inarca e di un braccio che crea un’aurea.
Mastroianni crea delle ballerine che sono bambole, marionette in uno spazio teatrale. Fotografo visionario, non poteva che essere un estimatore di Tim Burton, Mastroianni ha una delicatezza nel raccontare il femminile che nasce da questo suo afflato verso il corpo lieve della donna che, poi, ricrea e reinterpreta nei suoi lavori fotografici.
La fotografia nella collettiva del 18 maggio 2010 è un omaggio al mondo della bellezza femminile vista in un gioco, visioni notturne e lirica dell’immagine. Foto di un mondo parallelo che svelano aspetti dell’anima.

Rossana Calbi

Letto 4829 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Maggio 2010 10:09

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